lunedì 10 dicembre 2007

Intervista a Carla Mattii

La scorsa estate, ho fatto questa bellissima intervista a Carla Mattii, alla conclusione della sua personale alla Galleria Marconi. Il testo della mostra è stato scritto da Piera Peri. I lavori presentati sono un ulteriore passo nell'interessante percorso della giovane artista.
Simpatica, spigliata e intelligente, Carla Mattii ha risposto in modo esauriente e con ironia alle domande che gli ho fatto, rivelandosi un'artista e una persona che vale la pena conoscere.

Il tuo percorso artistico è partito dalla figura umana, per poi spostarsi su elementi botanici come i fiori, come è avvenuta questo passaggio?

Questo passaggio è avvenuto gradualmente.
Per molto tempo ho lavorato sulla figura umana, sulla ambiguità percettiva riguardo al corpo.
Come l'immagine del volto o del corpo possono diventare il doppio di sé, trasfigurandosi in forme altre e indefinite, così il fiore, pur cambiando struttura e forma, resta pur sempre un fiore. Finzione e realtà, natura e artificio e ora, ultimamente, un' ibridazione tra naturale e virtuale o meglio il virtuale che diventa realtà.

Le tue opere testimoniano il complesso lavoro di assemblaggio che compi intorno ai fiori, li scomponi nelle varie parti e riassembli, in nuovi fiori bellissimi, ma che non hanno uguali in natura, credi che un giorno potremo vedere questi fiori dal fioraio, al cimitero o sul palco di Sanremo?

Sicuramente. Io cerco di trovare una nuova dimensione anche simbolica a un'attività che da sempre occupa l’uomo e sta arrivando ad esiti abbastanza estremi: cambiare la natura.
Vedremo nuove specie floreali, nuovi ibridi e incroci che daranno vita a piante con forme e colori diversi. Ma credo che ci saranno nuove specie che non saranno diverse soltanto formalmente ma saranno geneticamente ricombinate. Dopotutto si deve rispondere ai bisogni della produzione, è indispensabile avere alimenti ad accresciuto valore nutri
tivo….è indispensabile diventare superuomini.
Sarei curiosa di ascoltare le canzoni del festival di Sanremo quando avverrà tutto questo….

L’incrocio tra specie esiste da sempre in natura, si selezionano quelle più produttive e si incrociano tra loro, soltanto che ora l’uomo, grazie alla genetica, può intervenire in maniera radicale e prepotente sulla loro determinazione, non credi che il tuo lavoro in qualche modo cerchi anche di mostrarci la mostruosità, subdola ma fascinosa, di questo fatto?

Ma naturalmente…il lavoro mette in evidenza la mostruosità dell’intervento dell’uomo sulla natura. Non dimentichiamo che una forma di bellezza è insita nella mostruosità. Esibisco nei miei lavori una forma di controllata crudeltà sulla natura ma anche, la crudeltà che è insita nella natura stessa.
Quando nel mio lavoro riproduco, tecnologicamente, esattamente, tutte le venature e le nervature di una foglia, in un certo senso imito la natura. Ma
poi diventa qualcosa di diverso da ciò che conoscevamo.
Non "fiori finti", e non "fiori veri" ma una forma
che vuol essere simbolica di una profonda alterazione di un equilibrio naturale, dato come non artificialmente modificabile.
Non è più mimesi della natura ma la raffigurazione di una natura diversa o meglio di una “seconda natura” che prende forma in un luogo del silenzio, un non luogo, completamente diverso da quello dove fino ad ora l’abbiamo incontrata.

Delicati, affascinanti ed inquietanti… pensando ai tuoi lavori mi vengono subito in mente questi aggettivi. Come e dove nascono i tuoi nuovi progetti?

Pur nella loro essenza mutante, vorrei che i nuovi ibridi fossero oggetto di contemplazione e perché no, di spiazzante piacere estetico, e che l’ideologia insita nel mio metodo di lavoro fosse in perfetta simbiosi con la forma.
Agisco con " l'unghia sadica del mio pollice verde", cito una felice ed ironica espressione di un testo scritto su di me tempo fa...

I miei nuovi progetti nascono da un intervento sulla forma ma soprattutto sulla geometria interna della natura. La geometria della macchina che entra a far parte delle forme naturali. Gli elementi naturali che diventano algide definizioni numeriche ed evocano altre forme ed ipotesi di "natura". Una "tassonomia che moltiplica le specie"

Questa è stata la tua terza personale alla Galleria Marconi, sei una delle artistiche storiche proposte da Franco, nonostante la giovane età, come si è sviluppato questo rapporto?

Franco è stato il primo a credere nel mio lavoro. La prima personale è stata nella sua galleria…poi come accade nelle migliori famiglie o tra “lazzaroni” il rapporto di stima reciproca continua.

Come ti senti quando ti scopri nuda?

Nuda come un verme.

Vuoi sapere come mi sentirei io trovandomici?

Stupidino di Dario! Forse visto il caldo, sudato.



Tutte le foto sono state scattate da Marco Biancucci


5 commenti:

Bruno Menei ha detto...

Sono un ammiratore del lavoro della Mattii, dove è possibile seguire le sue attività nel Web?

Andrea Latina ha detto...

Ciao, fa sempre piacere leggere un blog d'Arte

Anonimo ha detto...

Ciao, mi inserisco nel vostro interessante blog per segnalare il primo BarCamp ascolano l’ ap:camp.
Si parlerà di: Web2.0, Wordpress, Blogging, monetizzazione, PHP, Apache, Yahoo! Pipes, Feed/Rss/Atom, XML, xHTML, CSS, Linux, Open Source, esperienze2.0, Ascoli Piceno sul web, Web Design, Grafica, Job…

informazioni logistiche:
luogo: colle dell’Annunziata - Ascoli Piceno
data/ora: Sabato 14 Giugno, ore 15
sito web: http://barcamp.org/APCamp (per iscriversi all’evento ed avere altre informazioni )

Nella speranza di poterti incontrare (e magari ascoltare un tuo intervento) all’ apcamp, ti salutiamo!
Se l’iniziativa ti interessa ma non puoi partecipare ti chiediamo comunque di pubblicizzarla sul tuo blog con un post e tra i tuoi amici, indicando l’indirizzo web

http://barcamp.org/APCamp

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie